REBEL

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Il ribelle può essere attivo o contemplativo, uomo di cultura o d’azione. Il ribelle è colui che non cede, colui che rifiuta, colui che dice: non posso. È colui che disdegna ciò che cercano gli altri: gli onori, gli interessi, i privilegi, il riconoscimento sociale. Al tavolo da gioco, è colui che non gioca. Lo spirito del tempo scivola su di lui come pioggia sui vetri. Spirito libero, uomo libero, per lui non c’è nulla al di sopra della libertà. È la libertà stessa.

Di fronte ad un mondo per il quale non prova altro che un divertito disprezzo o un dichiarato disgusto, il ribelle non può limitarsi all’indifferenza. Il ribelle è fatto per la lotta, sia essa anche senza speranza. Il ribelle si sente straniero al mondo che abita, ma senza mai smettere di volerlo abitare

Contro che cosa ci si deve ribellare al giorno d’oggi? Di fronte all’ascesa del pensiero unico, di fronte al conformismo planetario, di fronte alle diverse patologie che affliggono le nostre società, di fronte alle varie minacce che su di esse gravano e che oscurano il loro avvenire, di fronte all’ideologia dell’Identico.

Un’ideologia allergica a tutto ciò che specifica e caratterizza la singolarità, che interpreta ogni distinzione come potenzialmente spregiativa, che considera le differenze contingenti, transitorie, inessenziali o secondarie. Il suo motore è l’idea di Unico, che è ciò che non sopporta l’Altro, e intende ridurre tutto all’unità: Dio unico, civiltà unica, pensiero unico.

Lo “Stato”, nel suo percorso storico, si è preoccupato più di assimilare che di integrare, prefiggendosi di ridurre le differenze uniformando la società globale.

La diversità diventa così il principale nemico che bisogna sradicare ad ogni costo.

In un mondo che tende all’omogeneo il ribelle rappresenta la singolarità stessa. In un mondo sempre più conformista, egli è l’anticonformismo stesso. In un mondo destinato alla trasparenza totalitaria, egli è un punto oscuro, un soggetto che ha saputo rimanere reale in un mondo di oggetti virtuali, un insorto per antonomasia in un mondo destinato alla sorveglianza totale.

Ecco perché il futuro appartiene al pensiero ribelle, a quel pensiero che segue e traccia confini inediti, disegna una nuova topografia, prefigura un mondo diverso. La storia non è mai finita, rimane aperta. È sempre imprevedibile.

In this Pic: Banksy, Follow Your Dreams, Boston – USA


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