Perception, Seoul – South Corea

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Ciò che vediamo coi nostri stessi occhi non è un riflesso diretto del mondo ma, in realtà, una rappresentazione mentale del mondo che ognuno di noi auto-costruisce, infondendola delle proprie esperienze emotive. Un fenomeno che i ricercatori definiscono realismo affettivo.


L’immagine-segno in un progetto non è il “simbolo convenzionale” che esprime il concetto, ma è semioticamente un indice. L’indice implica una correlazione fra il veicolo segnico e il referente basata su un rapporto di contiguità. Come la banderuola sul tetto che indica la presenza e la direzione del vento.


È proprio vero che per capire un’architettura, ma anche un oggetto qualsiasi, una forma, la precisione descrittiva, intendo non solo nel senso della parola ma anche progettuale, è l’elemento determinante? La precisione è in genere la condizione per capire il senso delle cose, eppure essa, da sola, spesso non ci spalanca le porte del significato, che resta in parte celato dentro le cose e le loro rappresentazioni.


Non si tratta di adoperare un “altro” linguaggio per esprimere l’intuizione, bensì semplicemente di suggerirne un uso differente da quello ordinario: un uso della parola e del segno che aderisca perfettamente alla complessità, all’eterogeneità e alla molteplicità intensiva del reale.
Un linguaggio “intuitivo”, espressivo, in grado di cogliere immediatamente il “senso” all’interno della mobilità di cui è fatta la stabilità della vita.

Perception
Mapo-gu Hapjeong-dong 355-2 (마포구 합정동 355-2) Seoul South Corea
Telefono: +82 50-71320-1086


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