Baur’s, Zurich – Switzerland

Share

La psicologia dell’architettura fornisce le basi scientifiche al rapporto tra le caratteristiche dell’ambiente e le risposte emotive delle persone. Si occupa di progettare condizioni rispondenti alle necessità materiali ed emotive dell’uomo.
Gli studi dimostrano infatti che la bellezza di un luogo è soggettiva ed influisce sullo stress psicofisico.
Il prodotto “accettabile” dal punto di vista dell’architettura si rileva quindi nel momento in cui è in grado di creare un’armonia tra ambiente e uomo.
Senza dubbio la definizione di ambiente “bello“ o confortevole è qualcosa di soggettivo, influenzato dall’esperienza e aspetti culturali nonché da eventuale legame affettivo con quel contesto.
Tuttavia in psicologia ambientale Kaplan e Kaplan (1989) hanno individuato 5 caratteristiche che rendono un luogo maggiormente attraente:
> Coerenza: “questione di stile”. Le cose devono essere legate da un principio di fondo, essere concordi tra loro.
> Leggibilità: “dimmi cosa hai nel tuo studio e ti dirò chi sei e cosa fai”. Gli elementi devono far capire a cosa è destinato quel contesto e parlare anche di chi in esso opera.
> Complessità: “Ciò che è complesso attrae” quindi spazi diversi ad altezze diverse, con piani di profondità differenti, numerosità e variabilità degli oggetti sono gli ingredienti indispensabili.
> Mistero: “Libero spazio all’esplorazione”. Spazio e oggetti celati alla vista diretta per aumentare la curiosità di osserva l’ambiente e la sua attrattività.
Altri elementi da non sottovalutare sono i colori, la disposizione degli oggetti e utilizzo dello spazio, la luce, il tipo di oggetti e loro significato, la presenza di effetti sonori, il confort. Ovviamente pensati in modo armonico tra loro: il tutto è più della somma delle singole parti.
Lo scopo è migliorare la potenzialità economica dello spazio generando benessere e attrattività sulle persone.

 


Share