Fancytoast: una storia che inizia da un viaggio

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Questa è una Toast story…..che inizia lontano quasi diecimila miglia, a San Francisco, dove anni fa, in una caffetteria chiamata Trouble e gestita da una donna con chiare origini italiane, Giulietta Carrelli (tutto torna…), nacque il trend del toast “open bread” gourmet che da lì si diffuse poi in tutta la città e quindi il resto del Mondo.
Un trend che si basa sulla riscoperta di un alimento base della nostra cultura occidentale: il pane, prodotto e cotto con cura e condito con ingredienti di alta gamma e tendenzialmente salutari.

Un trend fatto proprio dalla cultura hipster che non poco ci mese comunque a digerire di dover pagare oltre 4 dollari per una fetta di pane tostato (quando al Mc Donald’s l’hamburger ne costa 1), perché non fù così automatico far capire negli Stati Uniti quanto valore avesse la qualità degli ingredienti e la salubrità dei prodotti; per tutti il toast è “confort food”, qualcosa di delizioso e non intimidatorio che puoi avere consumato decine di volte nella tua vita, ma il passaggio che sdoganò il successo dell’open bread fù “questo è il migliore che tu possa avere mai mangiato”. Un diner “fast” ma healthy, che non si connota più come “fast food” ma “fast good”, ovvero: la qualità si paga.


E’ anche una storia che parla di cultura, perché chi vive negli Stati Uniti sa che i “diner”, non solo quelli anni ’50 ma in genere i luoghi dove abitualmente si và a mangiare dopo l’ufficio, fidelizzano molto la clientela, un po’ come i nostri bar: difficilmente si cambia perchè le persone ritrovano un senso di familiarità, si sentono come a casa, si affezionano all’ambiente.
E’ una storia che racconta stili di vita, perché a San Francisco si vive con una mentalità più rilassata, spensierata, “Fancy”, ricca di fantasia: essere un simbolo (in questo caso della “West Coast”) non vuol dire soltanto permettere alle persone di collegare un elemento ad una cultura specifica, ma significa anche diffondere un modo di essere.


Ed è così che tra insegne al neon e voglia di West Cost si materializza il ponte che unisce San Francisco a Milano, e quel ponte è Federica Sala (Toast is my thing now!) che con un gruppo di amici ha aperto da qualche anno Fancytoast, in via Volta 8 a Milano.
In quei 50 mq, abilmente pensati dal designer Andrea Langhi, ritrovate esattamente lo stile di vita, la filosofia, i sogni, la cultura della West Coast; come un racconto di cui la scritta al neon che capeggia di fronte all’ingresso “Epic Toast from West Coast” rappresenta il titolo.


Uno spazio piccolo che diventa uno strumento per stimolare l’interazione, sia tra clienti che tra cliente e personale di servizio, perché il “sentirsi a casa” passa attraverso il “sentirsi coccolati” e qui infatti la costumer care è un pilastro portante. Un concetto molto “costruito” sui social network digitali, ma dove la connessione interpersonale è importante quanto quella analogica: una sorta di esperimento sociologico nell’ingegneria della comunicazione.


L’ambiente è curato nei dettagli, di livello, intimo e confortevole, direi sereno. Molto pulito nelle linee e di design, gioca sui toni del bianco e del nero, anche negli arredi, a parte i bellissimi sgabelli color rame, con qualche suggestione di optical art, sfondo perfetto per i neon colorati ma soprattutto per i protagonisti assoluti di questo spazio: i coloratissimi toast che qui sono naturalmente open, quindi una fetta di pane spessa circa 2,5 cm, secondo tradizione, croccante fuori e morbida dentro, ricoperta di ingredienti di vario tipo.

Il menù propone varie scelte di Epic (salati), Yummy (dolci), Basic toast (meno elaborati) e insalate, tutto preparato fresco al momento davanti ai vostri occhi, accompagnato da una variegata proposta di drinks tra cui spiccano juices, lemonade e birre (anche californiane of course). Il caffè americano come da tradizione statunitense è free refill.


L’ambiente già luminoso vede moltiplicata tale caratteristica, come in un set fotografico, grazie all’inserimento dell’ampio specchio in ingresso, il brand “Fancytoast” è riportato su tutti i tavoli, e anche a pavimento in piastrelline bianche e nere: sfondi naturali già predisposti per le foto da condividere sui social network. Perché Fancytoast è appunto uno di quei format costruiti e gestiti anche in funzione dei canali social, un trend, in costante crescita, che potremmo definire “Instagram Food”: su Instagram sono presenti oltre 129 milioni di post con l’hashtag #foodporn , e questo vi fa capire quanto la rete influisca sulle abitudini di consumo, la percezione degli alimenti e il successo di un’attività.


Tutto questo è Fancytoast, o forse anche altro; credo che entrando ognuno ritrovi il proprio mondo, il proprio ruolo in questa trama.
Un piccolo locale per una grande esperienza: una storia che inizia da un viaggio.

Fancytoast
Via Alessandro Volta, 8, 20121 Milano MI
Telefono: 02 6208 6072

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