5 format italiani diventati internazionali

Share

La cucina mediterranea è diventata nel tempo riferimento imprescindibile della dieta globale, e in particolare quella italiana si è, in maniera costante, caratterizzata quale emblema di eccellenza in grado di coniugare a un tempo tradizione e innovazione, cucina variegata e completa, qualità e freschezza. Per non parlare, poi, del ruolo di primaria importanza che l’enogastronomia ricopre nel totale dell’export nazionale.
Abbiamo la capacità di legare il grande tema della cucina a quello del lavoro dei nostri produttori, un tratto distintivo che rende il modello Italia unico nel mondo. Quando raccontiamo un piatto, raccontiamo anche la storia di chi lo ha realizzato, di un territorio, della qualità delle materie prime. Una filiera in cui sicurezza ed eccellenza diventano parole chiave. Expo Milano ha fatto comprendere a tutti il grande valore del cibo nella nostra società e quindi è aumentata la sinergia tra Istituzioni, mondo della cucina e dell’agroalimentare, per raccontare il nostro saper fare e cosa significa essere italiani: concorsi, conferenze, degustazioni, cene a tema, proiezioni di film, mostre e seminari tecnico-scientifici. Gli obiettivi sono molteplici: valorizzare e rilanciare la tradizione culinaria italiana all’estero proponendo le eccellenze agroalimentari del made in Italy; far conoscere le produzioni agroalimentari e vitivinicole italiane, con particolare riferimento ai prodotti di qualità certificata; valorizzare il saper fare italiano; diffondere i valori unici della dieta mediterranea; presentare l’offerta formativa del nostro Paese nel settore enogastronomico; rafforzare la presenza della cucina italiana all’estero anche attraverso la presentazione dell’offerta della ristorazione italiana di qualità; promuovere i “percorsi del gusto” in Italia per i turisti.
Parallelamente a questa espansione culturale è avvenuta e sta avvenendo un’espansione “reale”, di format italiani che hanno varcato i confini nazionali configurandosi quindi come brand internazionali made in Italy.
Tra tanti evidenzio 5 esempi di chi porta e porterà l’Italia nel mondo.

Alice Pizza
Fondata e guidata da Domenico Giovannini, che aprì il primo punto vendita nel 1990, la catena, leader in Italia nel segmento della pizza al taglio, è in continua e rapidissima espansione e propone un franchising “artigianale”, caratterizzato da un elevato standard qualitativo. Il successo di Alice, nasce infatti prima di tutto dal prodotto: anni di esperienza hanno permesso di creare un processo produttivo artigianale replicabile in ogni punto vendita il cui segreto è nell’impasto rimasto invariato da più di 20 anni e caratterizzato dal ridottissimo contenuto di lievito.
L’apertura di Dubai avvenuta a gennaio di quest’anno segue quella di dicembre a Philadelphia, aggiungendosi ai 127 stores in Italia e ai 2 in Spagna. Roma alla conquista del mondo: dove Giulio Cesare non riuscì con le armi, Domenico Giovannini riuscì con la pizza. Omnium rerum principia parva sunt.

La Piadineria
L’insegna, di recente acquisita da Permira, società internazionale di investimento britannica, è attualmente presente in Italia con oltre 165 ristoranti localizzati in centri commerciali e aree urbane prevalentemente nel Nord e Centro Italia. Nel 2017 ha aperto con successo i primi 2 locali in Francia, a Nizza, nello shopping center Nicetoile e a Marsiglia, presso Les Terrasses du Port e proprio continuando dalla Francia si consoliderà lo sviluppo internazionale.
Fondata nel 1994 è guidata dall’amministratore delegato Donato Romano e negli ultimi quattro anni ha raddoppiato la rete, triplicando il fatturato, superando 60 milioni di euro. Il marchio sforna 12 milioni di piade all’anno ed è leader nel segmento specifico, grazie all’offerta di oltre 30 tipologie di piadine, preparate con un impasto interamente prodotto nello stabilimento di Montirone (Brescia).

Princi
Presso la Starbucks Reserve Roastery & Tasting Room di Seattle si è concretizzato per la prima volta l’accordo con Rocco Princi dell’estate 2016 che prevedeva appunto l’ingresso dei prodotti da forno italiani nei negozi del gruppo americano, ma anche l’entrata diretta di spazi sotto insegna Princi nelle maggiori location della catena Usa, rappresentate proprio dalle ‘Roastery’.
Princi aprirà dunque all’interno di ogni Starbucks Reserve Roastery e ha già aperto, oltre che a Seattle, nell’ eccezionale locale di 2800 mq di Shangai, inaugurato lo scorso dicembre, e a seguire New York, Tokyo e Chicago.
Di recente Starbucks ha lanciato un nuovo format, quello dei Reserve Store, che ha un’offerta ampliata rispetto ai classici Starbucks, e anche in questi ambienti troviamo la Bakery ad insegna Princi.
Inoltre Starbucks supporterà, a partire da quest’anno, il lancio di numerose botteghe Princi ‘stand alone’, che quindi non porteranno il marchio Starbucks, ma saranno comunque a questo alleate e fornitrici privilegiate.
Princi ha aperto il suo primo negozio nel 1986 a Milano e ora ne conta sei insieme a quello nel quartiere di Soho, a Londra: ma il bello deve ancora venire. Una significativa “bandierina” oltreoceano per l’imprenditoria italiana.

Moleskine Cafè
Moleskine Cafè è più di un semplice posto dove bere un caffè: è uno spazio offerto alla comunità per socializzare, condividere idee e lasciarsi ispirare dalla creatività. Unisce elementi di caffetteria, galleria d’arte e negozio al dettaglio. Il design riflette l’estetica “senza tempo” degli stessi quaderni che hanno reso celebre il brand: pulita e dai colori neutri.
Dopo l’apertura del primo caffè nel cuore di Brera, a Milano, nel 2016, il format ha inaugurato a Beijing lo scorso 23 gennaio all’interno del Taikoo Li, shopping center nel quartiere di Sanlitun, area ricca di bar e ristoranti di tendenza e boutique di designer internazionali. L’obiettivo dell’azienda nel breve è quello di replicare con altre aperture in contesti internazionali che si caratterizzano per innovazione, creatività ed ispirazione, tra cui, già definiti, Amburgo, Londra e New York.

Obicà Mozzarella Bar
La catena conta 24 punti vendita, di cui 10 in Italia e 14 all’estero, 5 nel Regno Unito a Londra, 5 negli Usa (2 a New York, 2 a Los Angeles e 1 a Santa Monica) e 4 in Giappone (il 17 aprile si avrà la quinta apertura a Tokyo, che arriva così a tre ristoranti, gli altri due si trovano a Osaka e Yokohama). Tutti a gestione diretta, tranne quelli nel Far East. Obicà è un concetto che colloca la mozzarella di Bufala Campana Dop al centro del proprio progetto gastronomico ma in menu troviamo anche una selezionata proposta della gastronomia italiana e prodotti artigianali tipici di alta qualità. Il tutto preparato a vista, esattamente come in un sushi bar, in un ambiente informale e moderno. Davide Di Lorenzo, Ceo di Obicà, racconta che “nei ristoranti Obicà le materie prime, provenienti esclusivamente da fornitori selezionati in Italia, vengono lavorate nel Mozzarella bar, affacciato sulla sala. Il trasporto della mozzarella è garantito in due giorni, anche in Giappone: un costo rilevante ma indispensabile”, a conferma del fatto che l’attenzione alla qualità del prodotto è cardine dei valori e della filosofia aziendale.
Prossime nuove aperture all’estero in Francia, Germania e ancora Londra e New York: portabandiera, immediatamente comprensibile, del nostro paese nel mondo.

Articolo scritto per Mapic


Share