Bar Luce, Fondazione Prada

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La Fondazione Prada ha restituito un volto nuovo a una distilleria di 19mila metri quadrati, costruita agli inizi del Novecento a Milano in largo Isarco, zona Ripamonti, e trasformata dall’architetto Rem Koolhaas, sfruttando gli ambienti di sette edifici preesistenti cui si sono aggiunte tre nuove costruzioni. Il risultato è un moderno spazio espositivo e cinematografico che dialoga costantemente con il passato.
All’interno della Fondazione, nell’edificio d’entrata, troviamo il Bar Luce, aperto tutti i giorni, dalle 10 alle 21, anche per chi non frequenta gli spazi espositivi.


L’ambiente è stato ideato dal regista americano Wes Anderson che omaggia l’atmosfera di uno storico caffè milanese, dalla decorazione del soffitto (il rinforzo delle strutture portanti dell’edificio ha consentito di conservare l’originale soffitto a volte) e delle pareti che si ispira alla Galleria Vittorio Emanuele all’arredo interno dal gusto vintage: strutture in acciaio a vista, ampie vetrate, tavoli e sedie in formica dai colori pastello, che ricordano i vecchi banchi di scuola, pannelli in legno impiallacciato, vecchi flipper e un grande bancone in stile con barattoli pieni di caramelle e dolcetti, la bella “vecchia”macchina per il caffè, la vetrina di amari e distillati; nulla è lasciato al caso, dalle divise ai bagni.

Un’accurata ricerca di materiali dai pavimenti ai pannelli in legno che rivestono le pareti, dalle sedute ai mobili in formica, dalla gamma cromatica agli accessori per il servizio, tutto è un omaggio alla cultura popolare e all’estetica dell’Italia anni Cinquanta e Sessanta, come fortemente voluto dal regista.


Il bar propone un’offerta trasversale per tutta la giornata con un lungo menù che copre dalla colazione con i dolci della pasticceria Marchesi, acquisita da Prada, al pranzo veloce con taglieri di salumi, formaggi, sott’oli e sfiziosità in barattolo, panini, fino all’aperitivo.


Wes Anderson ha dichiarato che “non c’è una prospettiva ideale per questo spazio. Dal momento che è stato pensato per essere ‘vissuto’, dovrebbe avere molti posti comodi dove sedersi per conversare, leggere, mangiare, bere…Credo che sarebbe un ottimo set, ma anche un bellissimo posto per scrivere un film. Ho cercato di dare forma a un luogo in cui mi piacerebbe trascorrere i miei pomeriggi non cinematografici.” Beh c’è riuscito.
Un luogo all’insegna dell’ospitalità, che appaga il bisogno di bellezza, stravagante, a tratti surreale: un piacere per i sensi.

Credit pics @ Fondazione Prada
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