Contraste

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“Capire le voglie del cliente e trasformarle in piatti” questo il pensiero di Matias Perdomo, chef uruguayano già stellato per il Pont de Ferr, che ora ha lasciato, che sta alla base di Contraste, ristorante da lui aperto, insieme a Thomas Piras, maître/sommelier, e Simon Press, pastry chef, da un paio di anni in via Meda 2 a Milano.


Il sogno è essere il primo ristorante di livello senza menù, come succedeva nelle vecchie osterie, accompagnare il cliente ad “incontrare” la cucina in base alle proprie sensazioni, voglie, necessità: un incontro in cui la sorpresa gioca un ruolo determinate.
Del resto questa è l’essenza stessa della ristorazione (anche se tanti lo hanno dimenticato): capire i desideri del cliente e trasformarli in piatti.
Il menù è quindi molto ridotto, l’idea appunto è di poterne fare a meno un giorno, ed è diviso in tre sezioni: il ‘menu riflesso’, che in carta si presenta con un vero e proprio vetro su cui, appunto, specchiare se stessi e i propri gusti, è un percorso da 11 portate costruito ‘su misura’ per gli ospiti che lo scelgono, a seconda delle loro preferenze e gusti personali. Il menu degustazione è invece da sette portate ed infine troviamo la lista, molto piccola, dei piatti à la carte.


Il locale non vuole essere appariscente, non segreto, ma discreto, assomigliare a una bella casa, a partire dall’esterno, dove solo un citofono e una piccola targa ne segnalano la presenza. L’ingresso vi porterà in un cortile ti tipicamente milanese di sanpietrini su cui si affaccia un vecchio show-room allestito con una decina di tavoli e una trentina coperti. Cucina a vista e una toppa della porta (larga circa dieci centimetri) dalla quale si può spiare il lavoro dello chef : la presenza severa della statua Il segreto di Matteo Pugliese, che fuoriesce dal muro con la testa e un braccio per imporre, con il dito sulle labbra, il silenzio vi farà accedere al ristorante.

Stucchi alle pareti, , un grande camino che domina una delle due sale, soffitti alti, arredi di design tra cui i bellissimi lampadari in silicone rosso vivo, un’atmosfera moderna e retrò che vi farà pensare di essere all’interno di un quadro di Salvador Dalì. L’ambiente è molto riservato, tranquillo, anche dal punto di vista acustico, i tavoli ben distanziati ed il servizio naturalmente impeccabile.
Non una semplice cena, ma un’esperienza sensoriale a tuttotondo. 

Credit pics @ Contraste
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